“Se la Tav Torino-Lione vale circa 2,3 miliardi, è bene ricordare che i servizi pubblici messi a bando dalla più grande gara in Europa riguardavano i servizi integrati e il facility Management (la gara Consip FM4 ancora bloccata) per un valore complessivo di 2,7 miliardi.Queste cifre servono a far comprendere come non si possa snobbare un mercato valutato intorno ai 40 miliardi di euro (ovvero la cifra che ogni anno spendono le impese – in particolare del manifatturiero – per acquistare servizi) e aspettare sine die le modifiche del Codice. Non avrebbe senso sbloccare opere e cantieri per costruzioni e manutenzioni e lasciare imbrigliate le imprese dei servizi in attesa di una perenne modifica del Codice dei contratti pubblici che, vogliamo ricordare, sin dal suo nome porta la dicitura ‘servizi’, insieme a quella di lavori e forniture”, conclude Mattioli.I servizi sono opere di serie A, importanti per l’economia del Paese, sostenuti da una forza lavoro di circa 10,7 milioni di addetti. Il nostro appello, a tutti gli attori dell’industria dei servizi, è quello di prendere un’iniziativa congiunta affinché il governo possa ascoltare le nostre istanze e non si accumulino ulteriori ritardi nella revisione del Codice, e si capisca che la qualità della vita delle persone e dei lavoratori, di tutti i cittadini, è migliore se un Paese eroga servizi di qualità, nei tempi, nei modi e con i costi giusti. E non guardando al massimo profitto attraverso il massimo ribasso. Pratica che l’attuale normativa ancora non riesce a debellare – ha dichiarato in una nota Lorenzo Mattioli, il presidente di ANIP-Confindustria.