di Maurizio Pedrini
Quello dei prodotti chimici è un comparto ancora in crescita: il dato emerge analizzando i dati forniti da AfidampFAB nelle consuete rilevazioni statistiche riferite al 2017. Il segmento rappresentava il 13% del fatturato totale con 208.987.992 Euro con un mercato essenzialmente interno ed un fatturato complessivo di 208.987.990 Euro, di cui il 19% (in crescita di un punto percentuale) derivante dal mercato estero. La crescita del fatturato, in totale, è stata del 2%, maturando lo stesso indice dell'anno 2015, mentre sono state complessivamente realizzate 114.479 tonnellate di prodotti, con un aumento di circa 5 mila tonnellate rispetto alla precedente annata. Il primato, sia a livello di produzione che di valori, è saldamente nelle mani dei prodotti per pavimenti ed ambienti, con 184.621.809 Euro di fatturato (+2%) e 100.683 tonnellate di prodotti realizzati (+1%). All’interno di questa categoria spiccano nettamente i detergenti e i detersolventi con 58.649 tonnellate prodotte (in aumento di circa 3000 tonnellate rispetto al 2015) e 95.203.512 Euro di fatturato (con un incremento di circa 3.000.000 Euro). Alla positiva fotografia offerta dal settore squisitamente professional, fa eco la confortante immagine tratteggiata da quello riservato alla cura della casa, campo d'azione di alcune importanti aziende italiane più che mai attive anche su tale versante. L'Osservatorio del mercato dei detergenti e dei prodotti per la casa, a cura di Federchimica Assocasa, presentato nei mesi scorsi a Milano, ha infatti evidenziato come del cura-casa siano in fase di recupero: a valore, infatti, esse hanno segnato un +0,4% con risultati differenziati a livello di store format. Si registrano infatti interessanti spunti di crescita, soprattutto nei canali di vendita specializzata (drugstore), gli unici in cui si evidenzia un aumento di vendite in tutti i sotto comparti. «Benessere e sostenibilità», afferma Giorgio Dal Prato, presidente di Assocasa, «sembrano essere gli elementi trainanti della crescita: in questo contesto l'industria della detergenza ha guardato, con molta più attenzione, non solo alla soddisfazione dei bisogni delle famiglie in termini di igiene e pulizia della casa, ma anche alla sostenibilità per combattere gli sprechi, promuovendo la convenienza, la praticità d'uso e il benessere in generale. L'attenzione è sempre più rivolta al singolo consumatore, affinché sia ben informato e consapevole circa l'utilizzo dei prodotti della detergenza, attraverso il giusto dosaggio e le corrette abitudini d'uso di essi». In attesa che AfidampFAB renda noti i dati di fatturato relativi al 2018, le aziende si interrogano sul mercato e sul ruolo che sono chiamate a svolgere per migliorare performance e competitività, non ignorando certamente le difficoltà e le sfide di una complessa fase di transizione, che comporta investimenti economici notevoli sul piano dell'efficienza produttiva, anche a fronte delle più recenti normative. Il tutto nella piena consapevolezza che il detergente è, per sua stessa natura, un prodotto povero, che può essere arricchito solo da un know how e soluzioni di vendita mirate, che facciano perno sull'innovazione per ridurre i costi, migliorandone l’efficienza e l'eco-sostenibilità ambientale. «Oggi», afferma Antonio Picascia, titolare di Cleprin - Chimica italiana, «il mercato è in grande evoluzione, aumentano i competitors - in primis web e GD - che offrono i prodotti professionali a prezzi davvero concorrenziali - ed i piccoli distributori che non sono in grado di adeguarsi ed elevare il servizio di assistenza pre e post vendita, hanno sofferto molto nel 2018 ma molto peggio andrà nel 2019». «Riteniamo», afferma Michele Pagani, consigliere delegato e responsabile commerciale & innovazione di ICEFOR Spa, «che nel 2018 il mercato italiano dei prodotti chimici in ambito I&I sia stato positivo, accompagnato dal ciclo economico per una prima parte e poi sorretto da una domanda rimasta autonomamente abbastanza forte anche nella rimanente parte dell’anno, prescindendo dal trend economico generale. Per il 2019 ci aspettiamo un mercato in linea con tutti gli indicatori macroeconomici, ma con un forte segnale di crescita per i prodotti ecologici».Michele Ramundo, amministratore unico della Raro Srl è moderatamente ottimista: «L’andamento dei prodotti chimici tradizionali per il 2018» spiega «è stato abbastanza stabile, per il 2019 penso che avrà lo stesso trend». «Per Vincenzo Magni», responsabile della divisione Allegrini HoReCa&Facilities, «il 2018 si è chiuso in positivo con un incremento del fatturato nel settore della detergenza professionale dedicata all’ospitalità (hotellerie e rsa) e alla ristorazione commerciale. I trend per il 2019 vedono un target esteso alle grandi catene alberghiere e di ristorazione». Cauti gli altri giudizi: «In generale», afferma Luca Cocconi AD di ARCO Chimica - Arco Chemical Group, «il mercato appare ancora stagnante. Il produttore medio-piccolo che aveva la speranza di decollare già l’anno scorso è rimasto deluso. Questa diffusa sensazione traspare sia da parte dei dealer che di molti produttori italiani del settore. Ovviamente la speranza è che nel 2019 vi siano positive sorprese».Gli fa eco Matteo Marino, Amministratore Delegato di Kemika: «Ormai da molti anni continuo a dire le stesse cose riguardo all’andamento del mercato interno. Mi piacerebbe molto raccontare qualcosa di diverso, tuttavia non posso che confermare la stagnazione del mercato che, se forse è arrivato al suo punto più basso, non ha certamente ricominciato a crescere. Le crescite o le decrescite delle aziende chimiche del nostro settore si devono sostanzialmente ad acquisizioni o perdite di clienti già esistenti e non ad incrementi di domanda. Questo, almeno, per quanto riguarda il mercato italiano». Impressioni confermate anche da Giancarlo Bernieri, Food & Beverage manager AEB Group: «Il mercato dei detergenti», precisa, «è ormai da alcuni anni piuttosto statico e il 2018 si è dimostrato in linea con questa tendenza. Non ci sono grandi aspettative per il 2019, salvo quanto potrà essere determinato dalla nuova normativa biocidi che dovrebbe mettere un po’ di chiarezza sul mercato, anche attraverso una selezione dell’offerta che dovrà essere necessariamente più qualificata». «In generale», spiega Alessandro Fioretto, CEO di Italchimica, «si può dire che la chimica sia uno dei settori che ha saputo resistere agli anni della crisi delle industrie e, addirittura, è riuscito a reinventarsi, uscendo in molti casi persino rafforzato nella competizione internazionale. Il made in Italy rappresenta infatti un valore aggiunto e questo ci permette di avere uno sviluppo crescente nel mondo. Anche per questa ragione valutiamo il trend in maniera positiva e siamo ottimisti che possa registrare sicuramente un aumento rispetto al 2018». «L’andamento del mercato nazionale ed internazionale dei prodotti chimici», spiega Luigi Rubino, amministratore di Rubino Chem, «è stato schizofrenico in quanto pesantemente condizionato: - dall’incendio subito dall’impianto Basf di Ludwigshafen in Germania del 31 ottobre 2017 - dalla carenza generalizzata di trementina - dalle nuove regole imposte dal governo cinese alle aziende chimiche locali con conseguente riduzione della produzione. Questi avvenimenti hanno di fatto ridotto, per una buona parte del 2018, gli approvvigionamenti delle industrie di settore causando un incremento dei costi di acquisizione delle materie prime. Si spera che nel corso del 2019 i prezzi si stabilizzino consentendo una graduale ripresa del settore». Andrea Righi, direttore generale di MK, è fiducioso: «Pur in uno scenario di contrazione», afferma, «vediamo molti segnali positivi e che possono dare nuova linfa e stimoli al comparto».