di Cristina Cardinali
Da un’indagine per monitorare i criteri che indirizzano gli italiani nella scelta di un ristorante, a sorpresa emerge che il rapporto qualità/prezzo non è fondamentale, ma diventa discriminante solo per l’11,3% degli intervistati. Quando si tratta di valutare dove passare una serata in compagnia con parenti o amici, gli italiani preferiscono la pulizia del locale (45,6%) alla qualità del cibo e delle bevande (28,6%) o alla qualità del servizio (13,1%). La pulizia è il principale driver che guida gli italiani nella scelta di bar e ristoranti in cui mangiare (l’86% cita questo tra i primi tre elementi).
Due dati in particolare parlano chiaro: ben pochi italiani, ovvero il 18,4%, ritornerebbero in un locale poco pulito nonostante l’ottima cucina, e solo il 12,2% lo consiglierebbe a un amico o conoscente.IGIENE NEI LOCALI PUBBLICIPiù del 75% degli italiani dichiara di ritenere inaccettabile la scarsa pulizia nelle aree di preparazione del cibo, il 70% non tollera le stoviglie sporche e il 65% teme la presenza di insetti nelle aree di conservazione e di preparazione del cibo. Inoltre, il 31,4% reputa irritante una scarsa pulizia dei servizi igienici o la presenza di cattivi odori (45%). La preoccupazione di poter contrarre un’intossicazione alimentare risulta meno diffusa di quanto si possa immaginare. Solo il 37% degli italiani ammette di pensarci quando mangia fuori casa.fonte: indagine demoscopica di Astra Ricerche
LA PULIZIA DELLA CUCINAGiovanna BarberisIn ogni ambiente, l’abbiamo ripetuto più volte, l’igiene – e quindi la corretta pulizia che ne è il presupposto - è importante; in alcuni luoghi lo è ancora di più, poiché le operazioni che vi si svolgono sono più delicate, e le conseguenza di una cattiva pulizia possono avere ripercussioni direttamente sulla salute delle persone.Di conseguenza, oltre a imparare le corrette metodiche per operare in questi luoghi, è necessario avere coscienza e senso di responsabilità che quanto si sta facendo è molto importante e va eseguito con precisione e accuratezza.Questa premessa vale per l’argomento di cui ci occuperemo ora, la pulizia di una cucina. La cucina è un ambiente critico, costituito da una struttura complessa per la grande varietà delle superfici e delle apparecchiature che vanno pulite. Si va così dai piani di lavoro ai lavelli, agli attrezzi, alle macchine per affettare; e poi forni, le cappe, i piani di cottura, i carrelli portavivande, le celle frigorifere, senza dimenticare stoviglieRipetiamo ancora che ogni attività di pulizia viene svolta in base a quanto è stato stabilito da un capitolato che è stato stipulato tra il committente e l’impresa di servizi, e che prevede tutte le operazioni da eseguire (nel capitolato è anche previsto un piano di operazioni da svolgere ogni giorno e quelle invece che vanno eseguite periodicamente).La prima operazione che va effettuata – come abbiamo già visto in altre occasioni – è la preparazione di tutto il materiale necessario, quindi la preparazione del carrello.In questo caso, il carrello deve contenere:panni verdi e spugne; una scopa a trapezio (oppure una scopa a frange); il carrello duomop; un prodotto sgrassante alcalino (vedremo poi i prodotti specifici); un vaporizzatore; un sacco portarifiuti.Ancora sui prodotti…Ne abbiamo parlato tante volte, ma non fa male se insistiamo ancora sull’importanza del corretto uso dei prodotti chimici. Nel caso della pulizia di una cucina, il prodotto scelto è uno sgrassante, poiché ci si trova di fronte a uno sporco grasso aderente e, come sempre, è necessario, prima dell’utilizzo, osservare le indicazioni presenti sull’etichetta.Ricordiamo ancora che se il prodotto viene distribuito in diversi flaconi, OGNI FLACONE deve essere ETICHETTATO! Anche se ci si considera molto esperti, e se si lavora in questo settore da molti anni, non ci si deve fidare troppo della propria esperienza, e NON si deve cercare di riconoscere i prodotti solamente confidando nell’odorato o al tatto!