di Maurizio Pedrini
La spazzatrice condivide senz’altro lo scettro di “regina” della pulizia meccanizzata, insieme alla lavasciuga pavimenti. Una macchina davvero preziosa, che permette di effettuare con ottimi risultati la pulizia di grandi superfici, sia indoor che outdoor. Le spazzatrici sono impiegate in ambito professionale tanto all’aperto (su strade e marciapiedi per l’igiene urbana) che al chiuso, per ambienti come le hall degli alberghi, i centri commerciali, i corridoi di scuole e altri importanti e delicati luoghi comunitari. Oggi, le aziende produttrici, propongono al mercato una vasta gamma di prodotti attenti al risparmio energetico e idrico e alla sostenibilità ambientale nella prospettiva del green cleaning. Questi modelli, dal design elegante ed ergonomico, sono forniti di funzionali accessori, avanzati sistemi di filtraggio e vantano, nel caso delle spazzatrici con operatore a bordo, le più sofisticate soluzioni tecnologiche per la sicurezza e il controllo da remoto delle macchine. Il campo d’azione è potenzialmente assai ampio, potendo impiegare l’innovativa tecnologia che la contraddistingue per la pulizia e l’igienizzazione di una vasta gamma di pavimentazioni: industrie, magazzini, scuole, palestre, centri commerciali, strade e marciapiedi. Ovviamente, a seconda delle superfici da trattare (piastrelle, linoleum, cemento e moquette) esistono modelli specifici, capaci di risolvere al meglio qualsiasi problema di sporco, montando le spazzole che più si addicono al pavimento oggetto dell’intervento di pulizia. In funzione della tipologia di superficie da igienizzare, le spazzatrici si dividono in due grandi categorie: con uomo a terra o con uomo a bordo. Le prime, dagli ingombri più contenuti, si dividono in modelli manuali oppure a motore. Le spazzatrici manuali sono indicate per la pulizia di cortili, magazzini, atri; di semplice e immediato impiego, assicurano la corretta rimozione della polvere e dello sporco. Le macchine spazzatrici con uomo a terra, con una notevole capacità di aspirazione, si rivolgono alle strutture più ampie, come edifici e capannoni industriali, caratterizzati da superfici di oltre 300 metri quadrati. Infine, le grandi spazzatrici con uomo a bordo, rivolte principalmente al mondo industriale, sono impiegate all’interno di strutture molto ampie, oppure all’aperto. Uomo a terra e uomo a bordoLa scelta della spazzatrice non è mai casuale. La spazzatrice uomo a terra è adatta all’impiego in situazioni in cui la superficie da trattare non è molto grande o manca lo spazio di manovra. Ideale in ambienti in cui si presentano ostacoli, come magazzini o aree con scaffalature, tavoli, armadi, ecc. Le dimensioni contenute, che non sacrificano certamente potenza e prestazioni, rappresentano un plus per chi ha problemi di spazio. La uomo a bordo può essere impiegata sia in spazi interni che esterni, a condizione che si tratti di superfici veramente ampie, con una certa libertà di movimento. Ci riferiamo a macchine facili da condurre, con tanto di volante, seggiolino, acceleratore e freno, che richiedono solo grande attenzione nell’essere guidate. L’evoluzione tecnologica: sempre più macchine elettricheIn che direzione si stanno evolvendo le innovazioni tecnologiche di maggiore interesse da parte dei produttori del settore? Anche grazie al movimento della green city e della green economy, la macchina elettrica la fa da padrona, dettando le linee guida dello sviluppo. In varie parti del mondo, compreso il Medio Oriente, si sta sviluppando, infatti, una grande sensibilità ecologica che spinge in questa direzione.Indubbiamente la spazzatrice è dotata di minore know-how rispetto alla lavasciuga pavimenti ma l’evoluzione tecnologica è stata costante. L’innovazione, in questi anni, si è concentrata soprattutto sul sistema filtrante: le aziende sono molto attente alla riduzione dell’impatto ambientale, eliminando le polveri e le sostanze inquinanti, e la richiesta è sempre più orientata verso l’acquisto di beni che siano rispettosi dell’aria. Se un tempo la richiesta dei clienti si limitava a sistemi per poter pulire, oggi i clienti pretendono - giustamente - che la macchina non inquini e che sia ad impatto zero. Come dicevamo, nelle motorizzazioni si sta passando sempre più velocemente da macchine con motori a benzina o diesel, a macchine elettriche. Questa evoluzione, partita dall’Europa Occidentale, sta viaggiando velocemente anche nell’Europa dell’Est e ci sono i primi segnali forti anche nel medio Oriente. La direzione di marcia è quella della propulsione elettrica per poter ridurre l’inquinamento ambientale, e non da meno quello acustico: in particolare nei centri storici, quella elettrica sarà una tipologia di macchina molto diffusa in futuro. L’utilizzo di queste spazzatrici va nella direzione della Circular economy, con la possibilità di generare energia da utilizzare per la propulsione degli automezzi con i relativi benefici sull’ambiente e sul conto economico. Infine, per quanto riguarda, in particolare, le spazzatrici industriali, se non vi sono state negli ultimi anni particolari evoluzioni tecniche, si è certamente vista una grande attenzione all’estetica, trascurata per molti anni. Le funzionalità più richieste sono quelle legate a macchine pratiche da usare e robuste. Lo spostamento verso l’alimentazione a batteria, anche nei modelli più grandi, ha spinto alcune aziende a valutare le batterie al litio che garantiscono autonomie molto elevate. Grande preoccupazione per gli effetti dell’emergenza sanitariaMa veniamo al mercato per cercare di cogliere, con i responsabili delle aziende, il trend e le principali richieste emergenti. L’epidemia di Coronavirus ha creato una situazione di pesante incertezza nel comparto, che però non lascia spazio allo sconforto. Infatti, abbiamo colto negli industriali la volontà di reagire con determinazione all’inevitabile fase di stagnazione commerciale, non appena le condizioni sanitarie e di messa in sicurezza delle catene produttive lo permetteranno. Abbiamo chiesto ai nostri interlocutori di tracciare una panoramica dello stato di salute del settore, partendo da un bilancio del 2019. “RCM”, spiega Daniele Sambati, sales director dell’azienda, “produce essenzialmente spazzatrici industriali, mentre Macroclean, azienda di proprietà del Gruppo, produce le versioni stradali e ne gestisce la vendita attraverso una propria rete commerciale. Relativamente alle spazzatrici industriali, abbiamo visto una lenta progressione nelle vendite, in atto da alcuni anni sia in Italia sia nei mercati esteri, a conferma che la spazzatrice rimane un complemento necessario per la sicurezza e l’igiene sul lavoro. Per RCM”, aggiunge, “il mercato interno nel 2019 è cresciuto, in percentuale, maggiormente di quello estero anche se, parlando di ‘estero’ è difficile generalizzare in quanto i Paesi sono tanti e con differenti esigenze. Resta costante la richiesta nei Paesi maggiormente industrializzati come tutta la fascia centrale europea, l’estremo oriente o l’Oceania, mentre i Paesi emergenti del Sud America e quelli del medio oriente hanno subito un rallentamento nella domanda”. Un plus fondamentale su cui punta RCM è l’ampiezza dell’offerta commerciale: “La scelta di avere una gamma molto ampia di spazzatrici, sia operatore a terra sia operatore a bordo, nelle versioni a motore ed a batteria”, spiega Sambati, “nasce proprio dalla volontà di coprire la maggior parte dei settori industriali che, come si può immaginare, sono i più svariati e vanno dal semplice piazzale esterno al magazzino di stoccaggio interno, dall’area produttiva alla logistica fino all’industria pesante tipica, ad esempio, delle fonderie. Le principali richieste sono sintetizzabili in efficienza (la macchina deve pulire realmente), facilità d’uso (gli operatori spesso cambiano e macchine facili si ‘imparano’ prima), affidabilità e semplicità nella manutenzione che, in pratica, sono i principi su cui si fonda la filosofia progettuale e produttiva delle nostre macchine”. L’azienda modenese ha investito molto in ricerca e sviluppo, guardando al futuro. “Già da molti anni”, conclude Sambati, “RCM ha posto attenzione all’ambiente sia nei propri siti produttivi con l’utilizzo del fotovoltaico sia nella progettazione delle macchine ottimizzando sia la quantità sia la qualità dei materiali impiegati e prediligendo sempre più quelli riciclabili”. “Nell’anno 2019 il mercato delle spazzatrici è andato molto bene”, precisa Daniele Bonini, sales & marketing manager di Isal, che precisa: “Sul mercato nazionale, nonostante il pessimismo economico così diffuso, le vendite sono cresciute rispetto agli anni precedenti. Anche il mercato estero è andato molto bene, incrementando le vendite sia nei paesi europei, che in Medio Oriente e Oceania. Le nostre spazzatrici industriali, in particolare quelle con operatore a bordo - prosegue - sono specificamente studiate per la pulizia di superfici con presenza di sporco consistente, perlopiù presente in fabbriche di produzione quali fonderie di metallo, cemento, prodotti chimici. Nel segmento stradale disponiamo di una gamma completa che consente di fornire risposte, specifiche per ogni tipologia di esigenza, dallo spazzamento municipale, allo spazzamento industriale e cantieristico ‘heavy duty’ (cementifici, lavori di asfaltatura, minerari, cantieri edili)”. I plus dell’offerta Isal sono molteplici, Bonini li sintetizza così: “La robustezza, la tecnologia e le performance di pulizia. Questi sono i tre punti cardine, fondamentali per eseguire un buon lavoro. Oggi però non bastano più, occorre guardare oltre, andando incontro alle esigenze del cliente e dell’operatore, ad esempio in merito alla maggiore sicurezza sul lavoro. In Isal abbiamo costruito tettucci di protezione per il conducente e cabine robuste seguendo le normative vigenti. Abbiamo adottato sistemi di allarme a bordo macchina, con spot luminosi per allertare al passaggio della spazzatrice. Abbiamo intensificato lo sviluppo delle macchine in versione elettrica con batteria, utilizzando moderna tecnologia”. Altro fiore all’occhiello dell’azienda del Gruppo Kärcher, la personalizzazione dell’offerta: “la nostra ultratrentennale esperienza nel costruire spazzatrici, per tutti i settori di utilizzo, ci ha consentito di mettere a punto una gamma di macchine ed accessori davvero completa, che riduce al minimo l’esigenza di personalizzazione nella maggior parte dei campi di utilizzo. Nascono però continuamente nuove nicchie di impiego e particolari applicazioni cui dare risposta; per questo abbiamo un team tecnico specifico, costantemente a disposizione del cliente per lo studio e la messa a punto di soluzioni dedicate”. Infine, l’attenzione all’ambiente che per Bonini, “è un dovere per tutti e ancor di più per chi produce macchine per la pulizia. Le spazzatrici Isal - precisa - grazie alla tecnologia di spazzamento di cui sono dotate, esprimono un elevatissimo contenuto di tutela ambientale, dispongono infatti di un sistema filtrante certificato che assicura l’ottimale controllo delle polveri rappresenta lo stato dell’arte ed assicura il controllo totale delle polveri sottili PM10 - PM2.5. L’efficacia del sistema filtrante consente sia alle macchine industriali, sia ai modelli stradali lo spazzamento a secco, con il quale si evita il consumo di acqua, bene prezioso e sempre meno disponibile. L’attenzione all’ambiente si esprime anche nel costante aggiornamento dei motori con soluzioni di ultima generazione, impiego di carburanti alternativi quali il GLP e naturalmente nel forte orientamento e sviluppo delle soluzioni elettriche, che diventano sempre più importanti e centrali”. Buoni risultati per Lavorwash, azienda multinazionale, con una rete di assistenza diffusa anche in aree remote, come la Nuova Zelanda, e con impianti gestiti direttamente in Francia, UK, Spagna, Polonia, Brasile e Cina. ”Siamo molto soddisfatti dei dati registrati a fine 2019 con indici di crescita importanti”, spiega il responsabile marketing Dante Rossetti, “prima del coronavirus i dati era in crescita seguendo il trend di fine anno, soprattutto per l’estero con crescite importanti. In Italia dati comunque positivi. Per quanto riguarda le richieste del mercato”, prosegue, “sicuramente quello che la clientela riconosce come plus della nostra gamma sono l’efficienza produttiva e la robustezza costruttiva dei nostri prodotti. Questo si traduce, a livello operativo, in alta redditività e bassi costi di gestione/assistenza. Quando necessario e su richiesta, riusciamo a sviluppare prodotti e progetti ad hoc su specifiche del cliente anche se, storicamente, sono pochi i casi in cui la gamma standard non soddisfa i requisiti dei clienti”. Infine, un occhio di riguardo all’ambiente: “Stiamo lavorando”, conclude, “ sui dei sistemi per il risparmio in fase di lavoro, onestamente per concezione strutturale le spazzatrici sono già dei prodotti green economy, operando nella pulizia ‘a secco’ e non dovendo usare prodotti chimici o sistemi di pulizia”. Alessandro Fiorentini, responsabile export dell’omonima azienda, ci spiega come il 2019 sia “andato molto bene, con un incremento del 20% del fatturato. Sul piedistallo le uomo a bordo, particolarmente apprezzate, anche grazie ad un’azzeccata strategia commerciale. In questi anni, infatti, abbiamo puntato molto sul noleggio, che frutta una quota assai rilevante del fatturato italiano e stiamo anche cercando di esportare all’estero: con questo preciso obiettivo abbiamo creato un’apposita struttura, individuando due figure responsabili, rispettivamente per il centro nord e il centro sud. Inoltre, abbiamo investito parecchio sulle vendite dirette, pur mantenendo una nostra rete di dealer. Stiamo cercando di rivedere il biglietto da visita di questa figura, cercando di riqualificarla e ripensarla per ‘staccarla’ un po’ dal tradizionale ambiente del cleaning professionale. Oggi siamo molto ben collocati lungo la dorsale dell’Appennino Tosco-Emiliano e disponiamo di due grandi filiali a Roma e Milano”.Massimiliano Borra, brand & communication Manager presso Dulevo International, afferma: “La nostra azienda, forte di un know-how votato all’ambiente, ha sviluppato il concetto meccanico aspirante con nuove soluzioni tecnologiche sempre più avanzate, con filtri sempre più potenti per il trattenimento delle PM10, PM5 e PM 2.5. Soluzioni che l’hanno premiata anche nell’anno appena trascorso in termini di fatturato, e che hanno permesso di passare dai 70 milioni del 2018 ai 100 del 2019. Questa era l’idea di fondo anche quando siamo nati, nel 1977, e poi, col passare del tempo, si è sviluppata, anche