di Marcello Falvo
In considerazione della necessità di garantire al cliente un prodotto che sia perfettamente igienizzato, si discute spesso se sia meglio usare biancheria in stoffa, oppure tovaglie e tovaglioli in carta o in TNT (sigla che sta per tessuto non tessuto, un prodotto industriale simile a un tessuto, ma ottenuto con procedimenti diversi dalla tessitura). Queste due alternative alla stoffa sono a volte, erroneamente, considerate più igieniche, perchè sono monouso e vengono cambiate di volta in volta. Questa considerazione è però inesatta, per via di diversi fattori. Innanzitutto, la biancheria monouso non è provvista di un certificato che ne attesti la perfetta igiene: soprattutto in un momento come quello attuale, è preferibile l’uso della biancheria in tessuto, che viene consegnata agli utilizzatori corredata di un certificato di processo igienizzante, in conformità alle direttive Anti-Covid-19 emesse dal Ministero della Salute. Dal punto di vista della sostenibilità ambientale, il tessuto è indubbiamente da preferire: carta e TNT sono materiali non riciclabili, e vengono classificati come rifiuto indifferenziato. L’utilizzo del monouso contribuisce quindi ad incrementare l’inquinamento ambientale e ad appesantire in modo consistente la filiera dello smaltimento dei rifiuti. L’impiego del tessuto comporta un grande risparmio sotto diversi punti di vista, tra i quali il consumo di acqua. Lo smaltimento della biancheria in carta o TNT comporta anche un problema di sicurezza per gli operatori: esso infatti deve avvenire tramite dei contenitori in triplo strato, i quali non devo essere compressi, altrimenti l’operatore entrerebbe in contatto con l'aria fuoriuscita dal