a cura di Alex Pezzin
Un’esperienza del tutto particolare è stata quella relativa ai grandi traghetti, dei veri alberghi viaggianti, con alcune peculiarità:- Il turnover degli ospiti è elevatissimo: mediamente ogni 12 ore.- L’eterogeneità delle situazioni.- La necessità di intervenire in tempi assai brevi: la cosiddetta “pausa lunga” dura due ore!- Il dover operare a stretto contatto di gomito con personale costretto in tempi molto brevi: pulizie, manutenzioni, verifiche, carico scarico automezzi e approvvigionamenti alimentari anch’essi soggetti a tempi stretti.- Eterogeneità dei possibili “parassiti”.- Ogni traghetto ha le sue caratteristiche strutturali.- Difficoltà di instaurare un rapporto professionale con i referenti che variano di volta in volta.- Estrema difficoltà di utilizzare alcune risorse tecniche (soprattutto per quanto riguarda le trappole per roditori): la nave una volta salpata diventa praticamente inaccessibile Tutto questo ha comportato difficoltà di monetizzare l’offerta che, una volta sottoscritta, ha comportato oneri organizzativi non di poco conto. La voce imprevisti è risultata insufficiente, per cui una parte dei costi è stata girata alla voce: esperienze. Il contratto aveva una durata biennale e contemplava: