a cura di Graziano Dassi
Individuazione e analisi dei pericoli e analisi dei rischiIl punto di eccellenza di cui il capitolato/offerta (progetto) dovrà tenere conto riguarda le planimetrie del presidio ospedaliero. Ogni locale deve essere individuato e analizzato in funzione degli specifici pericoli (potenziali) e rischi (stima delle probabilità): l’analisi storica e la specifica esperienza rappresentano l’indispensabile criterio di semplificazione della realtà indagata.Individuazione dei P.C.C. (punti critici di controllo)In primo luogo, dovranno essere definiti i punti critici (magari un 20% random) per singolo problema di parassiti (blatte, roditori, zanzare, ecc.) e di carattere igienico-sanitario (grado di sporco/pulito, stima microbiologica: dal valore ATP, alla carica batterica sulle superfici e nell’aria, ecc.). Non è cosa da poco e il rapporto costo/beneficio deve derivare da una attenta progettazione che può essere collegata a delle penali. L’obiettivo non è punitivo, ma un richiamo al fatto che il servizio in oggetto è tenuto in debito conto. Infatti, i controlli a calendari sono efficaci in quanto periodicamente il livello dei risultati viene monitorato e, in più, può capitare un controllo a sorpresa. Per cui vale il detto marinaresco: occhio alla penna!Questo punto ha parecchi aspetti che si collegano con quelli che seguiranno, in questa fase però prevale il concetto del DOVE/CHI ovvero una vera e propria radiografia del presidio ospedaliero e l’identificazione di quelli che prima venivano chiamati Punti Critici [CP]. Definizione dei limiti criticiÈ una questione tormentata e tormentante (i latini la definirebbero una “vexata quaestio”) che in ogni Convegno viene dibattuta senza trovare una risoluzione che metta tutti d’accordo. In una cucina/mensa parlare della singola cattura di una blattella potrebbe essere sinonimo di una situazione soddisfacente (bollino verde in molti report), ma se quella singola blattella finisce in un piatto servito in un reparto maternità e, per fatale combinazione, nel piatto della moglie di un giornalista del quotidiano più letto in quella città le cose cambiano. Credetemi è stata una delle perizie più tormentate della mia carriera. Per definire i limiti critici sarebbe opportuno premettere il postulato einsteiniano “Tutto è relativo”.In ogni caso stabilire, nel mondo dei parassiti, dei limiti critici avvalorati da pubblicazioni tecnico-scientifiche nel caso menzionato è stato di aiuto a derimere la contestazione (in questo ambito le Associazioni di Categoria si sono adoperate anche se alcune scuole di pensiero sostengono la “tolleranza zero”). Relativamente più semplice il grado di disinfezione e/o di sporco/pulito attraverso il valore di ATP determinato con un bioluminometro oppure con le più semplici, ma più soggettive, scale dei grigi.Definizione delle procedure di monitoraggio.Premesso che interpreto questo punto sotto un aspetto tecnico, sottolineo i due parametri di riferimento che, a ben vedere, sono tre.Per primo “le ispezioni visive” che si adattano molto bene ai parassiti che fanno riferimento alla disinfestazione e alle pulizie. Il grande vantaggio è che in breve tempo un professionista riesce a valutare grandi spazi traendone una valutazione d’insieme. Il CP è la soggettività che può essere superata con delle liste di controllo (checklist) mirate e Corsi di addestramento. Per gli aspetti microbiologici naturalmente si deve far affidamento a test analitici e alla valutazione critica delle infezioni nosocomiali.Il secondo aspetto è quello analitico che ha il vantaggio di essere espresso in numeri, essere preciso, ma di far riferimento a piccole superfici. Il punto critico è quindi la veridicità e rappresentatività dei dati raccolti. Sia per gli invertebrati che i piccoli vertebrati ci si affida al trappolaggio mentre per il mondo degli invisibili i testi di microbiologia sono il logico riferimento. Esistono in commercio dei kit con terreni di coltura selettivi e relativi tamponi adatti a valutazioni di prima approssimazione. Sia sulle superfici sia nell’aria ambiente.