di Maurizio Pedrini
Due interminabili anni di pandemia hanno messo a dura prova i sistemi organizzativi e gestionali di sicurezza delle aziende alimentari, tra i più delicati e sensibili, nella rigorosa applicazione di protocolli, procedure e controlli per prevenire la diffusione del virus SARS CoV 2. Abbiamo fatto visita alla nota azienda trentina Bauer, al vertice in Italia nella produzione di dadi e preparati per brodo, un marchio che ha saputo brillantemente fondere tradizione e innovazione per un prodotto di alta qualità, per raccogliere la testimonianza del dottor Mauro Tait, che in veste di Responsabile dello stabilimento, ha vissuto in prima linea questa fase così complessa e delicata.Ogni giorno i consumatori italiani acquistano con fiducia i prodotti marchiati Bauer, ma possiamo conoscere meglio questa importante industria alimentare italiana?“La storica Bauer nasce a Trento nel 1929 come importatrice, da Berlino, di dadi per brodo a base di pollo; negli anni Trenta, complice la crisi, le importazioni subiscono un brusco arresto facendo maturare la scelta di una nuova avventura tutta trentina, quella della prima fabbrica italiana specializzata nella produzione di dadi. Dagli anni Quaranta, e dopo le restrizioni imposte dal regime ad alcune produzioni, l’avvio della produzione allargata a preparati e alimenti tipici della cucina trentina, come gli aromi per carne alla griglia e pesci al cartoccio. Nel 1980 un incendio distrugge